Il lavoro di un anno
 

    Esattamente un anno fa la PST diffondeva il  Notiziario Nr. 1: una specie di Manifesto della Scuola nel quale si illustravano le finalità che si intendeva raggiungere, le materie di insegnamento e si offriva un breve curriculum dei relatori dei corsi. 

 A distanza di un anno possiamo dire, in tutta coscienza, che di lavoro ne è stato fatto. Gli impegni sono stati mantenuti e le 208 ore di lezioni sono state svolte tutte. Inoltre gli allievi hanno avuto l’opportunità… di assistere a spettacoli teatrali e di danza a Roma a prezzi ridotti, sono state fornite loro sia indicazioni bibliografiche per eventuali approfondimenti sul metodo Stanislavskij e per un confronto con il metodo Costa, sia gli Appunti di recitazione: una sintesi di quanto fatto nella prima fase del Corso. Hanno avuto, il 19 Novembre scorso, un istruttivo e simpatico incontro con lo stesso Orazio Costa nella sua abitazione di Firenze e il 20 Febbraio con Lucio Chiavarelli, critico e regista teatrale,  presso la Sala conferenze di Villa Albani. Infine hanno ottenuto alcune agevolazioni per la visione di spettacoli cinematografici e per l'acquisto di libri. Nell'ambito delle attività… teatrali locali non ci risultano precedenti simili. 

     Il 1° Corso di studi teatrali si è concluso il 29 Gennaio e, è doveroso riconoscerlo, senza l'intervento dell'Amministrazione comunale, in particolare del delegato alla cultura Angelo Mori, tutto questo non si sarebbe potuto realizzare. 

 Sei mesi per apprendere i rudimenti della tecnica vocale, della dizione, per imparare ad armonizzare il movimento, per affrontare l'analisi del testo, per conoscere i fondamenti del trucco teatrale, della recitazione e i lineamenti di una storia della musica nel teatro. 
 In breve, si può sostenere con ragionevole certezza che, a tutt'oggi, i corsisti hanno avuto modo di potenziare le proprie capacità espressive: conoscono le tecniche per continuare ad educare la propria voce, hanno affinato il proprio senso critico nei confronti di uno spettacolo teatrale e sono consapevoli della grande differenza che c'è tra una buona tecnica teatrale e la vera e propria creazione organica (nel significato che ne dà Stanislavskij e che può essere assimilato ad una genuina creazione drammatica). Ma c'è un altro risultato che è stato raggiunto: la consapevolezza che per fare teatro non ci si può affidare all'improvvisazione e neanche allo studio più o meno approfondito di una qualche tecnica (ad esempio curare soltanto la voce, oppure puntare tutto sull'armonizzazione del movimento, sul tempo-ritmo, etc.). Le tecniche, che siano padroneggiate singolarmente, o che vengano sintetizzate in una utopistica quanto improbabile tecnica drammatica per eccellenza, rimangono pur sempre tecnica e sarà esattamente questo che il pubblico percepirà La nostra scelta di fondo è stata la tecnica in quanto strumento e non in quanto fine. Il fine è un altro: la creazione artistica nel momento stesso in cui viene posto in atto l'evento teatrale. Questo implica un realismo estremo nel quale trovi comunque posto tutta l'estetica del dramma perché‚ estetica della realtà e nella realtà. 
 Questo è il paradigma di riferimento. Dire che esso è stato raggiunto è tutt'altra cosa. Malgrado la non trascurabile mole di lavoro svolto, ne rimane ancora molto da fare per poter ottenere risultati apprezzabili. Nessuno dei corsisti si sente attore o attrice, solo per aver frequentato sei mesi di scuola. Il lavoro molto serio che è stato svolto ha fatto comprendere a tutti quanto sia difficile l'arte drammatica se vuole essere fatta seriamente. E' proprio in virtù di queste considerazioni che non è stato preparato alcun saggio al termine dei sei mesi. La preparazione del saggio è considerata a tutti gli effetti uno sviluppo applicativo della prima parte; non solo, ma proprio perché‚ coscienti delle difficoltà, la garanzia che esso sarà rappresentato è affidata al livello qualitativo che gli allievi saranno in grado di raggiungere nei prossimi mesi. 

     La scelta, come saggio di fine Corso, della tragedia di Euripide Le Troiane è stata dettata principalmente (ma non solo) da motivi di opportunità: la notevole presenza di elementi femminili rispetto a quelli maschili. Sarebbe pura retorica disquisire ora sulle difficoltà insite nella rappresentazione di una tragedia greca specialmente se a rappresentarla sono chiamati allievi di una scuola di teatro quasi tutti alla loro prima esperienza. Inoltre, qualcuno potrebbe obiettare che adottare il sistema Stanislavskij per una tragedia di quella portata sia una scelta inadeguata. Indubbiamente se si volesse rappresentare la tragedia secondo gli schemi del teatro classico esporremmo i nostri allievi a critiche feroci, soprattutto sulla modulazione vocale (la voce, è noto, è legata all'età e per quanto essa possa essere stata educata ci sono dei limiti fisiologici con i quali bisogna fare i conti). Né, d'altro canto, abbiamo alcuna intenzione di  banalizzare la rappresentazione: gli interpreti dovranno semplicemente ripercorrere l'evento storico per trasformarlo in un loro personale evento, vissuto nell'atto stesso in cui viene rappresentato, ogni volta, per ogni prova, per ogni rappresentazione. Non è facile, lo sappiamo! Ma così facendo siamo pienamente giustificati nella scelta del taglio stanislavskijano che verrà dato all'interpretazione e l'esito sicuramente non si ridurrà a trasmettere al pubblico una lodevole, ma pur sempre mera, applicazione di tecniche, o di scimmiottamenti vari, ma una tragedia intimamente vissuta perché‚ intimamente sentita. Il realismo che abbiamo intravisto ne Le Troiane è uno degli altri motivi che hanno indotto la scelta. 

Le innovazioni

 La PST, al secondo anno di vita, è in grado di offrire: 

a - il II Corso di studi teatrali didatticamente ristrutturato; 
b - una sezione sperimentale di Teatro per bambini; 
c - un Laboratorio di drammatizzazione in lingua inglese. 
 

II Corso di studi teatrali. 

Organizzazione generale. 

 Viene suddiviso in sei mesi di lavoro su se stessi e quattro mesi di lavoro sul personaggio con pausa estiva in Luglio e in Agosto. 

La didattica 

Si è ritenuto opportuno stabilire tre materie obbligatorie (Analisi del testo teatrale, Educazione della voce e dizione, Recitazione) e quattro facoltative (Gestualità e movimento, Storia del teatro, Storia della musica nel teatro, Trucco). Gli insegnanti rimangono gli stessi e cioè: Fabrizio Orsomando per Analisi del testo teatrale, Marco Vallarino per Educazione della voce e dizione, Pino Leone per Recitazione, Elisabetta Senni per Gestualità e movimento, Claudio Gargiulli per Storia della musica nel teatro, Raffaele Cristini e Marzia Previtera per Trucco. L'insegnante di Storia del teatro non è ancora disponibile, appena ciò sarà possibile, verrà fornito un profilo curriculare dell'incaricato e il programma della materia. 


 Gli incontri e le ore di lezione. 

 Gli incontri e le ore relative a ciascuna materia d'insegnamento sono le seguenti: 

Materie obbligatorie. 

 Analisi del testo teatrale (ATT) ore 20 da suddividere in 2 incontri settimanali da 2 ore ciascuno per 5 settimane; 

 Educazione della voce e dizione (EDV) ore 20 da suddividere in 2 incontri settimanali da 2 ore ciascuno per 5 settimane; 

 Recitazione (REC), 1^ fase (Lavoro su se stessi) ore 108 da suddividere in 2 incontri settimanali da 3 ore ciascuno per 18 settimane e 2^ fase (Lavoro sul personaggio) ore 162 da suddividere in 3 incontri settimanali da 3 ore ciascuno per 18 settimane (relativamente alla 2^ fase va detto che, poiché‚ essa consiste sostanzialmente nella messa in scena di un'opera teatrale che, se risponderà a certi requisiti di qualità, sarà rappresentata pubblicamente come saggio, il numero di incontri settimanali potrà variare per ciascun partecipante in funzione del calendario delle prove). 

Materie facoltative. 

 Gestualità e movimento (GEM) ore 20 da suddividere in 2 incontri settimanali da 2 ore ciascuno per 5 settimane; 

 Storia della musica nel teatro (STM) ore 20 da suddividere in 2 incontri settimanali da 2 ore ciascuno per 5 settimane; 

 Storia del teatro (STT) ore 20 da suddividere in 2 incontri settimanali da 2 ore ciascuno per 5 settimane; 

 Trucco (TRU) ore 20 da suddividere in 2 incontri settimanali da 2 ore ciascuno per 5 settimane; 

 Presumibilmente i cicli delle lezioni avranno il seguente corso: inizieranno prima gli incontri di Educazione della voce e dizione, dal 6° incontro si alterneranno con quelli di Analisi del testo teatrale, dall'11° incontro, ovvero dopo che saranno terminate le lezioni sulla voce, inizieranno - alternandosi con quelle di Analisi del testo - le lezioni di Recitazione fino a completamento delle stesse. Le lezioni relative a due materie facoltative saranno posticipate a quelle obbligatorie, mentre le altre saranno effettuate in giorni diversi. 
 Tutto ciò può essere sottoposto a modifica in funzione del numero delle iscrizioni e del numero di adesioni alle materie facoltative. Queste ultime saranno attivate tutte o in parte solo se sarà raggiunto un numero di iscrizioni ritenuto congruo da ciascun insegnante per ciascuna materia. 
 Per evitare un eccessivo impegno di tempo agli allievi, la PST effettuerà, per quanto sarà possibile, le lezioni delle materie obbligatorie e le lezioni di almeno due materie facoltative negli stessi giorni in modo che l'impegno complessivo, almeno nella prima fase, si riduca a due volte la settimana. Qualora qualche allievo scelga di frequentare il corso completo (7 materie d'insegnamento), nelle prime cinque settimane, dovrà essere disponibile a tre incontri settimanali. 
 L'orario delle lezioni sarà predisposto e distribuito solo dopo la chiusura delle iscrizioni. 
 

Il limite di età. 

 Data la particolare natura dell'arte drammatica e delle potenzialità espressive in generale, non riteniamo possibile stabilire con rigidità un'età minima di accesso al Corso di studi teatrali. Ovviamente, tenendo conto della complessità di alcuni concetti e della particolare delicatezza di certe esercitazioni pratiche (tecnica di respirazione, introspezione, memoria emotiva, etc.), nonché‚ dei differenti livelli di maturazione dei giovani, ci si può orientare su un'età minima di 14-15 anni (scuole superiori). In ogni modo saranno vagliati eventuali casi particolari. L'età massima, naturalmente, non è definibile. 
 

La sezione sperimentale per bambini. 

Le motivazioni di fondo. 

 Abbiamo organizzato questa sezione per due motivi principali: 1 - perché‚ crediamo nell'effetto benefico dell'attività teatrale sullo sviluppo armonico della persona e della personalità; 2 - per venire incontro alle richieste di alcuni genitori i quali sollecitavano la realizzazione di questa iniziativa. 
 

L'obiettivo. 

 Naturalmente la prima cosa che abbiamo fatto è stata quella di definire l'obiettivo da raggiungere. Questo è stato individuato nell'aiutare il bambino a sviluppare la propria personalità insegnando loro ad utilizzare al meglio tutti gli strumenti espressivi che già possiedono: il corpo in generale, la voce, il movimento, il gesto, la mimica, etc. 
 In breve il bambino dovrà imparare a respirare per utilizzare correttamente l'apparato vocale, dovrà arrivare ad esprimersi con una dizione corretta e imparare la lettura espressiva, saprà misurare il gesto e armonizzare il movimento, ma dovrà anche capire l'importanza del silenzio e abituarsi all'esercizio della volontà. 
 

Il limite di età. 

 Per organizzare didatticamente tutto il materiale, va assolutamente tenuta presente la fascia di età a cui ci si rivolge e cioè dai 7-8 anni ai 12-13 anni (anche in questo caso i limiti di età non possono essere adottati rigidamente; vedi le considerazioni svolte sopra al punto 2.1.4). 
 

Gli insegnanti. 

 A tale scopo ci si è rivolti a Maria De Benedictis e a Fabrizio Orsomando. La prima, oltre ad essere maestra elementare e quindi conoscitrice della particolare didattica richiesta dal caso, ha frequentato il 1° Corso di studi teatrali della PST ed è pertanto a conoscenza delle metodologie e delle tecniche che dovranno essere adottate e adattate. L’altro, oltre che insegnate di Analisi del Testo teatrale nel 1° Corso, lo ha frequentato come allievo e affiancherà in maniera consapevole la prima integrandone le lezioni. 
 Tra l'altro, data la fascia di età, si è preferito - almeno durante le prime lezioni - adottare una compresenza piuttosto che lasciare l'incarico ad una sola persona. La PST si riserva di cambiare insegnanti senza darne comunicazione alle famiglie, pur garantendo il mantenimento delle particolari caratteristiche. 
 

La didattica. 

 Il Corso si presenta come sperimentale sia perché‚ al di là delle recite scolastiche, mai nessuno - a livello locale - ha mai tentato un laboratorio teatrale per bambini, sia perché‚ la didattica differirà da quella solitamente adottata nelle scuole elementari e medie. Verrà superata la distinzione tra lezione teorica-frontale ed esercitazione pratica: il bambino sarà chiamato ad intervenire in prima persona, da solo e/o in gruppo e solo dopo sarà portato a comprendere cosa ha fatto e cosa avrebbe dovuto fare e il perché‚ della differenza.  
 2.2.6 La durata e la frequenza. 

Il Corso avrà la durata di sei mesi (con pausa estiva) e sarà suddiviso in due fasi: i primi tre mesi saranno utilizzati ad insegnare ai bambini l'utilizzazione degli strumenti espressivi di cui si è fatto cenno sopra e a potenziare l'autodisciplina, mentre gli altri e tre mesi saranno dedicati alla preparazione di un testo teatrale adeguato e/o adattato all'età dei giovani interpreti da rappresentare come saggio di fine Corso. La frequenza richiederà un impegno di due volte la settimana. Non è escluso che verso la fine della seconda fase, per esigenza di prove de saggio, l'allievo possa essere impegnato più di due volte la settimana. 
 

Il laboratorio di drammatizzazione in lingua inglese. 

E' sicuramente una novità assoluta. Si vuole offrire l'opportunità di approfondire la lingua inglese unitamente alla possibilità di sviluppare la propria espressività. Il laboratorio si rivolge a persone che già conoscono discretamente la lingua inglese e desiderano approfondirla nel contesto di un lavoro di ricerca sull'espressione intesa, ovviamente, in termini teatrali. La partecipazione a questo Laboratorio non esclude la possibilità di partecipare alle lezioni di singole discipline attivate nel 2° Corso di studi teatrali.


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